Un ragazzo può ricevere il vaccino contro l’HPV anche se non ha ancora iniziato la vita sessuale, mentre un adulto può chiedersi se abbia ancora senso farlo dopo eventuali rapporti o un’infezione già avuta. In questa guida chiarisco chi dovrebbe vaccinarsi, quante dosi servono, quali malattie si possono prevenire, gli effetti indesiderati, i costi e le modalità di accesso in Italia.
La vaccinazione protegge anche la salute maschile e conviene valutarla presto
- È raccomandata per ragazzi e ragazze a partire dagli 11 anni, con la massima efficacia prima dei rapporti sessuali.
- Servono 2 dosi se il ciclo inizia tra i 9 e i 14 anni, oppure 3 dosi dai 15 anni in poi.
- Negli uomini riduce il rischio di condilomi genitali e di alcune lesioni e neoplasie associate all’HPV.
- Non cura un’infezione già presente, ma può proteggere dai tipi di HPV non ancora incontrati.
- La gratuità dipende dall’età, dalla Regione e da eventuali condizioni di rischio. La prima verifica va fatta presso ASL o centro vaccinale.

Perché la vaccinazione riguarda anche gli uomini
L’HPV, cioè il papillomavirus umano, si trasmette soprattutto attraverso i rapporti sessuali e il contatto intimo tra pelle e mucose. Molte infezioni scompaiono spontaneamente, ma quando il virus persiste può favorire condilomi genitali, lesioni precancerose e tumori dell’ano, del pene e dell’orofaringe.
Per questo il vaccino HPV per l’uomo non è una misura pensata soltanto per proteggere la partner dal tumore della cervice uterina. Offre una protezione diretta alla persona vaccinata e contribuisce a ridurre la circolazione del virus nella popolazione. L’ISS stima che in Italia le patologie tumorali correlate all’HPV provochino ogni anno oltre 7.000 nuovi casi e più di 3.000 decessi, tra donne e uomini.
Io considero l’adolescenza il momento più favorevole. Il sistema immunitario risponde bene e, soprattutto, è più probabile che il ragazzo non sia ancora entrato in contatto con i tipi di HPV inclusi nel vaccino. Anche dopo l’inizio dell’attività sessuale, però, la vaccinazione non diventa automaticamente inutile.
Il vaccino protegge infatti da più genotipi. Aver incontrato un tipo di HPV non significa averli incontrati tutti, quindi un adulto può ancora ottenere un beneficio, anche se in media l’efficacia preventiva è maggiore quando la vaccinazione viene eseguita prima dell’esposizione.
Età e numero di dosi fanno la differenza
In Italia la vaccinazione viene proposta di routine nel dodicesimo anno di vita, sia ai maschi sia alle femmine. Il numero di somministrazioni dipende dall’età alla prima dose e da alcune condizioni di salute.
| Età alla prima dose | Schema abituale | Intervallo indicativo |
|---|---|---|
| 9-14 anni | 2 dosi | Prima dose e seconda dose dopo circa 6 mesi |
| Dai 15 anni | 3 dosi | 0, 2 e 6 mesi |
| Immunodepressione o infezione da HIV | 3 dosi | Schema definito dal medico, anche se il ciclo inizia prima dei 15 anni |
Per il ciclo a due dosi devono trascorrere almeno 5 mesi tra la prima e la seconda. Se l’intervallo è più breve, in genere serve una terza dose. Nel ciclo a tre dosi devono passare almeno 1 mese tra la prima e la seconda e almeno 3 mesi tra la seconda e la terza, completando il percorso entro un anno.
Non è previsto di routine un richiamo dopo aver completato correttamente il ciclo. Se una dose viene rimandata, di solito non si ricomincia da capo: il centro vaccinale valuta le date già registrate e programma ciò che manca.
Cosa protegge il vaccino e quali limiti ha
Il vaccino nonavalente utilizzato in Europa copre i tipi HPV 6, 11, 16, 18, 31, 33, 45, 52 e 58. I primi due sono associati soprattutto ai condilomi genitali, mentre diversi altri appartengono ai genotipi ad alto rischio oncogeno.
Negli uomini la protezione riguarda soprattutto:
- condilomi anogenitali;
- lesioni precancerose e tumori dell’ano correlati ai tipi inclusi;
- una parte delle patologie HPV-correlate a carico del pene e dell’area orofaringea.
La vaccinazione è preventiva. Non elimina un’infezione già presente, non fa regredire automaticamente un condiloma e non sostituisce una visita quando compaiono verruche, sanguinamenti, lesioni o sintomi persistenti. Questo è uno dei punti che più spesso vengono fraintesi.
Non serve eseguire un test HPV prima della vaccinazione per decidere se farla. Anche chi ha già avuto un’infezione può essere protetto contro altri genotipi. Il preservativo resta utile perché riduce il rischio di HPV e di altre infezioni sessualmente trasmesse, ma non copre tutte le aree cutanee attraverso cui il papillomavirus può passare.
Negli uomini non esiste uno screening di popolazione analogo al Pap test cervicale per tutte le persone. In presenza di fattori di rischio, sintomi o immunodepressione, il medico può però indicare controlli mirati.
Sicurezza, effetti indesiderati e situazioni particolari
Il vaccino HPV è ricombinante e non contiene un virus vivo capace di provocare l’infezione. Gli effetti più comuni sono dolore, arrossamento o gonfiore nel punto dell’iniezione, mal di testa, stanchezza e talvolta febbre lieve. Negli adolescenti può verificarsi un breve svenimento legato più all’ansia o all’iniezione che al prodotto, motivo per cui è prudente restare seduti alcuni minuti dopo la somministrazione.
La vaccinazione va evitata in caso di grave reazione allergica a una dose precedente o a un componente. Una malattia acuta con febbre importante può invece essere un motivo per rimandare temporaneamente l’iniezione, mentre un semplice raffreddore non la impedisce necessariamente.
Vaccinazione e progetto di gravidanza
La gravidanza della partner non è una controindicazione alla vaccinazione dell’uomo. Se invece la persona da vaccinare è incinta, il ciclo viene generalmente rimandato a dopo la gravidanza, salvo diversa valutazione clinica. Per un uomo che sta cercando di avere un figlio non c’è una ragione generale per sospendere il percorso vaccinale.
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Se il ragazzo ha già avuto rapporti
Non è necessario rinunciare al vaccino solo perché è iniziata la vita sessuale. Il beneficio può essere più contenuto rispetto a quello ottenuto in età preadolescenziale, ma dipende dal numero di esposizioni, dall’età, dalla situazione clinica e dalla probabilità di nuovi partner. In questi casi io sceglierei una decisione condivisa con il medico, senza basarmi soltanto sull’idea che “ormai sia troppo tardi”.
Gratuità, costi e come prenotare in Italia
La vaccinazione è offerta gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale nel dodicesimo anno di vita. Per i recuperi, le indicazioni nazionali mantengono in genere la gratuità per i maschi fino ai 18 anni compresi, mentre alcune Regioni possono prevedere estensioni o condizioni più favorevoli. Per questo la regola pratica è controllare il calendario della propria Regione e contattare il centro vaccinale della ASL.
Dopo la fascia coperta dall’offerta pubblica, il costo può cambiare in modo significativo. Come esempio concreto, una tariffa pubblica aggiornata nel 2026 riporta 69,30 euro per il vaccino più 13 euro di somministrazione, cioè 82,30 euro a dose. Non è un prezzo nazionale: con tre dosi il totale può quindi superare i 240 euro in quella specifica tariffa, ma va verificato il listino locale.
Per prenotare conviene procedere così:
- contattare il centro vaccinale della propria ASL o verificare il portale sanitario regionale;
- controllare nell’anagrafe vaccinale se sono già state registrate dosi precedenti;
- comunicare eventuali allergie gravi, terapie immunosoppressive, infezione da HIV o altre condizioni rilevanti;
- chiedere il costo della singola dose e dell’intero ciclo, se non si rientra nella gratuità;
- segnare subito la data della dose successiva per non interrompere il percorso.
La tessera sanitaria e la documentazione delle vaccinazioni già eseguite sono utili, ma l’assenza del vecchio certificato non dovrebbe bloccare la richiesta. Il centro può verificare i dati disponibili o indicare come ricostruire il percorso.
La decisione più utile parte da età e situazione personale
Per un ragazzo di 11-14 anni la scelta è generalmente semplice: la vaccinazione è raccomandata, gratuita secondo il percorso previsto e richiede due dosi. Dai 15 anni in poi il ciclo diventa normalmente di tre dosi, ma resta sensato discuterne con il medico anche se la vita sessuale è già iniziata.
Negli adulti, soprattutto oltre i 26 anni, non esiste una risposta identica per tutti. Io valuterei precedenti vaccinazioni, nuove relazioni, condizioni di immunodepressione, eventuali infezioni già diagnosticate e accesso economico. Il vaccino non sostituisce il preservativo né una valutazione medica in presenza di sintomi, ma rappresenta una delle forme più concrete di prevenzione delle malattie HPV-correlate anche per la salute dell’uomo.