Sindrome di Patau, cosa significa e come si diagnostica

Doppia elica del DNA spezzata, simbolo di alterazioni genetiche come la trisomia 13.

Scritto da

Sara Grassi

Pubblicato il

20 set 2026

Indice

Ricevere un sospetto diagnostico durante la gravidanza può generare paura e molte domande. La trisomia 13, nota anche come sindrome di Patau, è una condizione genetica rara legata alla presenza di una copia aggiuntiva del cromosoma 13. In queste righe chiarisco come nasce, quali manifestazioni può comportare, come si conferma con gli esami e quali sono le possibilità di assistenza per il bambino e per la famiglia.

Le informazioni essenziali da conoscere subito

  • Origine genetica La sindrome dipende da un cromosoma 13 in più, intero o parziale.
  • Screening e diagnosi Un NIPT o un’ecografia indicano un rischio, ma la conferma richiede un esame diagnostico.
  • Manifestazioni variabili Possono essere coinvolti cervello, cuore, reni, volto, arti, alimentazione e respirazione.
  • Prognosi severa La forma completa è spesso incompatibile con una lunga sopravvivenza, mentre le forme a mosaico o parziali possono avere un decorso diverso.
  • Supporto personalizzato Le cure dipendono dalle condizioni del neonato e comprendono assistenza neonatologica, cardiologica, neurologica e nutrizionale.

Bambino con sindrome di Patau (trisomia 13), con sintomi come labbro leporino, malformazioni cardiache e renali.

Che cos’è la sindrome di Patau e perché si verifica

La sindrome di Patau è una malattia cromosomica. In condizioni normali ogni cellula contiene due copie del cromosoma 13; nella forma più comune ne sono presenti tre. Questo materiale genetico aggiuntivo interferisce con lo sviluppo di diversi organi già nelle prime fasi della gravidanza.

L’errore nasce di solito durante la formazione dell’ovocita o dello spermatozoo, attraverso un processo chiamato non-disgiunzione meiotica. Non è provocato da ciò che la madre ha mangiato, da un’attività fisica, da un farmaco assunto occasionalmente o da un comportamento durante la gravidanza. Nella maggior parte dei casi si tratta di un evento casuale.

Le principali forme genetiche

Forma Che cosa significa Perché è importante
Completa La copia aggiuntiva è presente in quasi tutte le cellule. È generalmente associata alle manifestazioni più gravi.
A mosaico Solo una parte delle cellule contiene il cromosoma in più. La gravità dipende dagli organi coinvolti e dalla quantità di cellule alterate.
Parziale o da traslocazione È presente solo una porzione del cromosoma 13 oppure materiale cromosomico spostato da un altro cromosoma. Il quadro può essere più variabile e può rendere utile lo studio genetico dei genitori.

Io considero questa distinzione fondamentale, perché la parola “Patau” non descrive un quadro identico in tutti i bambini. Il referto genetico deve specificare quale alterazione è stata trovata, non soltanto riportare il nome della sindrome.

Quali problemi può causare e quanto possono essere diversi

Le manifestazioni dipendono dalla quantità e dalla distribuzione del materiale genetico aggiuntivo. Sono frequenti il ritardo della crescita intrauterina, il basso peso alla nascita, alcune anomalie cerebrali, cardiopatie congenite, alterazioni renali e difficoltà nella suzione o nella respirazione.

Possono comparire anche labiopalatoschisi, microcefalia, anomalie degli occhi, polidattilia, cioè dita in più di mani o piedi, e difetti della parete addominale come l’onfalocele. Non è però corretto aspettarsi che ogni bambino presenti tutti questi segni. L’ecografia e la valutazione clinica servono proprio a definire il quadro individuale.

Il ruolo dell’ecografia

Durante la gravidanza, alcuni reperti ecografici possono far sospettare la condizione. Tra questi ci sono anomalie del cervello e del volto, difetti cardiaci, alterazioni degli arti, crescita ridotta o quantità anomala di liquido amniotico. Un’ecografia sospetta non equivale comunque a una diagnosi certa.

Questa è una delle confusioni che incontro più spesso nella comunicazione sanitaria. Un segnale ecografico aumenta il sospetto, ma non permette da solo di stabilire il corredo cromosomico del feto né di prevedere con precisione l’evoluzione della gravidanza.

Come si arriva alla diagnosi durante la gravidanza

Il percorso può iniziare con lo screening combinato del primo trimestre, che integra ecografia e dati materni, oppure con il test prenatale non invasivo basato sul DNA fetale libero nel sangue materno. Il NIPT valuta la probabilità di alterazioni dei cromosomi 13, 18 e 21, ma resta un test di screening, non una diagnosi.

Esame Che cosa fornisce Limite principale
Ecografia ostetrica Valuta crescita e sviluppo degli organi fetali. Non identifica sempre l’alterazione cromosomica.
NIPT Stima il rischio a partire dal DNA fetale circolante nel sangue materno. Un risultato ad alto rischio deve essere confermato.
Villocentesi Permette l’analisi genetica di cellule prelevate dai villi coriali. È invasiva e comporta un rischio procedurale da discutere con lo specialista.
Amniocentesi Analizza cellule fetali presenti nel liquido amniotico. È invasiva e viene eseguita in un momento diverso della gravidanza rispetto alla villocentesi.

Quando uno screening indica un rischio elevato, il passaggio corretto è parlare con un ginecologo esperto di medicina fetale e con un genetista. La conferma viene generalmente cercata attraverso villocentesi o amniocentesi, seguite da cariotipo e, se necessario, da analisi molecolari più dettagliate.

Il Ministero della Salute distingue chiaramente lo screening dalla diagnosi prenatale. Per questo non prenderei decisioni importanti basandomi soltanto su un referto NIPT, anche quando la probabilità indicata sembra molto alta. Il risultato deve essere interpretato insieme all’età gestazionale, all’ecografia e al tipo di test eseguito.

Prognosi e assistenza dopo la nascita

La prognosi della forma completa è generalmente severa. Secondo l’ISS, circa il 90% dei bambini nati vivi non supera il primo anno di vita, spesso a causa della combinazione di cardiopatie, problemi neurologici, difficoltà respiratorie e infezioni. Questi numeri descrivono una tendenza generale e non possono prevedere da soli il percorso di un singolo bambino.

Le forme a mosaico e parziali possono avere una sopravvivenza più lunga, ma anche in questi casi la variabilità è ampia. Il numero di cellule interessate non è l’unico elemento decisivo: conta soprattutto quali organi sono coinvolti e quanto gravemente.

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Che cosa possono comprendere le cure

Non esiste una terapia capace di eliminare la copia cromosomica aggiuntiva. L’assistenza è quindi di supporto e personalizzata e può comprendere ventilazione o ossigenoterapia, trattamento delle difficoltà alimentari, controllo delle crisi epilettiche, valutazione cardiologica, chirurgia selezionata e sostegno allo sviluppo.

In alcuni casi l’équipe propone cure intensive e interventi chirurgici; in altri, soprattutto quando le malformazioni sono molto gravi, si concentra sul comfort, sul controllo del dolore e sul sostegno alla respirazione e all’alimentazione. Io ritengo importante che la famiglia riceva informazioni chiare su benefici, rischi e limiti di ogni procedura, senza promesse irrealistiche e senza decisioni automatiche basate soltanto sul nome della sindrome.

Dopo la dimissione, il follow-up può coinvolgere neonatologia, pediatria, cardiologia, neurologia, nutrizione clinica, fisioterapia e assistenza psicologica. Anche il screening neonatale fa parte del percorso di salute del neonato, ma non sostituisce gli esami specifici necessari quando esiste una diagnosi o un sospetto cromosomico.

Che cosa significa per le gravidanze future

Nella maggior parte delle famiglie, l’evento è casuale e il rischio di ricorrenza resta basso. Non è però corretto definirlo nullo, soprattutto quando l’analisi mostra una traslocazione o una forma parziale. In queste situazioni può essere indicato il cariotipo dei genitori per verificare se uno dei due sia portatore di un riarrangiamento cromosomico equilibrato.

L’età materna è associata a un aumento del rischio di anomalie cromosomiche, ma un bambino con questa condizione può nascere anche da una gravidanza in età più giovane. Per una nuova gravidanza, il consulto genetico prima del concepimento permette di valutare la storia precedente e discutere gli esami prenatali più adatti.

La scelta tra screening e diagnosi invasiva dipende da diversi fattori, tra cui epoca gestazionale, risultati ecografici, condizioni cliniche e preferenze della coppia. Per me, il punto più utile è arrivare al colloquio con domande precise e chiedere sempre che cosa il test può chiarire e che cosa invece non può predire.

Come orientarsi nel sistema sanitario italiano

La sindrome di Patau rientra in Italia tra le condizioni rare con esenzione dal ticket secondo l’elenco riportato dall’ISS, con il codice RNG080 per il gruppo delle sindromi da aneuploidia cromosomica. Le modalità operative possono richiedere il coinvolgimento del centro di riferimento, del pediatra e dei servizi territoriali.

In presenza di un sospetto prenatale, il percorso più ordinato parte dal ginecologo o dal centro di diagnosi prenatale e prosegue con genetista medico e neonatologo. Dopo la nascita, è utile chiedere una relazione clinica completa, il risultato dell’analisi cromosomica e un piano di controlli scritto, così da non lasciare alla famiglia il compito di coordinare da sola specialisti e appuntamenti.

Per informazioni sulle malattie rare e sui centri dedicati, l’ISS segnala anche il Telefono Verde Malattie Rare al numero 800 89 69 49, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13. Il supporto psicologico non è un elemento secondario: aiuta a comprendere i referti, affrontare le decisioni e gestire il carico emotivo della diagnosi.

La domanda più importante da portare al colloquio genetico

Il dato più utile non è soltanto sapere che si parla di sindrome di Patau, ma capire quale forma genetica è stata identificata, quali organi risultano coinvolti e quali esami hanno confermato il quadro. Da queste informazioni dipendono prognosi, assistenza, possibilità di trattamento e valutazione del rischio per una futura gravidanza.

Una diagnosi cromosomica richiede tempo, spiegazioni comprensibili e una presa in carico coordinata. Chiedere un secondo colloquio con il genetista, annotare i dubbi e farsi consegnare i referti completi sono passi semplici che possono rendere il percorso più chiaro e più sostenibile per tutta la famiglia.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

L’ecografia e il NIPT stimano un rischio, ma non confermano la presenza della trisomia 13. In caso di risultato ad alto rischio, la conferma richiede generalmente villocentesi o amniocentesi, con cariotipo e, se necessario, analisi molecolari.

La forma completa presenta una copia aggiuntiva del cromosoma 13 in quasi tutte le cellule ed è generalmente più grave. Nelle forme a mosaico l’alterazione riguarda solo alcune cellule, mentre nelle forme parziali o da traslocazione è coinvolta una parte del cromosoma o materiale spostato; la prognosi dipende soprattutto dagli organi interessati.

Possono comparire anomalie cerebrali, cardiopatie, alterazioni renali, difficoltà respiratorie e problemi di suzione e alimentazione, oltre a labiopalatoschisi, polidattilia e onfalocele. L’assistenza è personalizzata e può includere ossigenoterapia o ventilazione, supporto nutrizionale, controllo delle crisi epilettiche, valutazione cardiologica, chirurgia selezionata oppure cure orientate al comfort.

Il consulto genetico prima del concepimento permette di esaminare la storia precedente e scegliere tra screening e diagnosi invasiva. Se è stata identificata una forma parziale o da traslocazione, può essere indicato il cariotipo dei genitori per verificare la presenza di un riarrangiamento cromosomico equilibrato.

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trisomia 13 nipt villocentesi amniocentesi traslocazioni

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Sara Grassi

Sara Grassi

Mi chiamo Sara Grassi e da 14 anni mi dedico con passione alla divulgazione di temi legati alla salute, con un focus particolare sulla diagnostica preventiva e personalizzata. Ho scelto di intraprendere questo percorso perché credo fermamente nel potere della conoscenza per migliorare il benessere individuale. Il mio obiettivo è rendere accessibili concetti complessi, aiutando i lettori a comprendere meglio il proprio corpo e le strategie più efficaci per prendersene cura. Sul sito analisisiracusa.it, mi impegno a fornire informazioni accurate e aggiornate, basate su un'attenta ricerca e sul confronto di fonti affidabili, per offrire una prospettiva chiara e utile su come la prevenzione e un approccio personalizzato possano fare la differenza nella vita di ognuno.

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